Se sotto legge, Amor, vivesse quella
Che mi toglie in amar e legge e freno,
Pregherei te che, non amando io meno,
Senza arder mi scaldasse tua facella.
Ma questa falsa, fêra come bella,
Si gode che per lei fremendo peno,
E sua vaghezza investe tal veneno,
Che più fremendo, più son vago d'ella.
Deh, dolce signor mio, ancor riguarda
Se la tua fiamma le puoi far sentire,
E spegni me, che la sua più non m'arda.
Se per sua colpa mi vedrà morire,
Averanne pietà, benché sia tarda:
Pur sarà mia vendetta 'l suo languire.