S'alla divota fede e a i pensier cari
Che per sì lungo tempo e cammin grave
Serrâr l'anima mia con quella chiave
Che i duri passi tien soavi e rari,
Non manchi quella spe' ch'i pesi amari
Converte in dolci; e mia povera nave
Per più mar tratta al bel vostro soave
Lito di stanca pace un dì ripari,
Riaverò le sorte, e l'àncor mio
Fermerò in parte che nova tempesta
Non mi torrà dallo scolpito Iddio;
Né 'l cor, che per amor teme e s'arresta,
Novellar di sua guerra e vita, ond'io
Son giunto al fin di mia divota inchiesta.