Savio ortolan, s'al tuo verde giardino
De la mia fonte povera acqua giri,
Non ti maravigliar, ch'ora i sospiri
Hanno a la voce mia chiuso il cammino.
Ma veggendomi fatto peregrino
Da lo stil che cantava alti desiri,
Se dal primo tuo sangue non deliri,
A mercé ti conduca il mio destino.
Io, omè! piango e dì e notte mi doglio,
Lagrime verso, ov'io spargeva inchiostro,
Sì mi son agri di tal vita gli anni.
Tu, che se' degno, prega il signor nostro
Che pietà vinca il disdegnoso orgoglio,
O morte mi soccorra in questi affanni.