Quella fiamma d'amor che mi consuma,
Lusinga e fuga, e dispiacendo piace,
Da l'una parte dentro al cor si giace
Vagheggiando 'l piacer che più m'alluma;
Da l'altra parte un turbo et una bruma
Aspera tal che mi tien senza pace
Dicendo: – Ammorza l'amorosa face
Che nel corso d'infamia t'involuma.
E quando sino a la vergogna vòlto
E per sete d'onor vo' disvestirme
Del vetato disio che m'ha sì 'nvolto,
Sento la possa torme, e quel disdirme
Dal compreso piacer di bianchi fiori,
Che non sa consentir ch'io disnamori.