Quanto si può si dee, senza disnore
Di sé, o di sua parte o di sua terra,
A dritto e a torto fuggir l'altrui guerra
Perché fa servo de' servi il signore.
Ma quando 'l senno non vince l'errore,
Talora è senno errar contro chi erra,
Che chi pur fugge e chi pur porte serra,
Raccende più lo sfrenato furore.
Il troppo sofferir cresce baldanza
A la disordinata volontate,
E dà matera a 'ngiurar buon'usanza;
Sì che talora egli è necessitate
Volgere il viso contro l'arroganza
E secondo i denar render derrate.