Passa per via la bella giovinetta,
Quella ch'è la beltà fra l'altre belle
In compagnia di donne e di donzelle;
L'altrieri un giorno i' la trovai soletta.
Avea di neve in mano una palletta,
E gli occhi suoi mi parean due stelle,
E nel suo petto picciole mammelle
Che non parean di sopra cinturetta.
Bianca e vermiglia da ciascuna guancia,
E' suoi capelli più biondi che l'oro,
Perché 'l cor mi ferisse d'una lancia;
Ed io li dissi: Oimè ched'io mi moro! –
Ella rispose: Tien costei per mancia;
Io son colei che cotanti n'accoro. –