Omo ch'ha poco, di leggièr lo spende,
Se non consiglio in sé trova e misura,
E buon caval che troppo si distende,
In picciol corso prova sua ventura.
Chi di tacer è saggio, onor li rende,
Chi voglia ha di parlar, spesso lo fura;
Saetta che di man d'arcier discende,
Fa suo vïaggio e di tornar non cura.
Intende ciò ciascun, che parla invano;
Ad ogni vento, in dir non alzi vela,
Ché non va nave sempre a porto sano.
Spesso adiviene ch'altri pon la tela,
E a levar già non li mette mano:
Dolce non dà chi troppo prieme mela.