Omè ch'io moro, e morte non m'uccide
E vivo in fuoco et ardo in freddo ghiaccio,
E son disciolto, e preso sono al laccio,
Col qual Dido ancor prender si vide!
In un punto lo spirto piange e ride,
E non mi movo e vado molto avaccio,
Di luogo son lontan dov'io m'allaccio,
E per tal modo lo mio cor divide,
Sol per la forza di quel cieco antico,
Che per le luci umane sua ferita
Manda soave al cor, consuma et arde,
E quanto a lui servir più m'affatico,
Tanto più doglia sente la mia vita
E fa le mie speranze ognor più tarde.