O Padre eterno, da cui tutto procede,
Dona, di grazia, a me, che son terreno,
Che seguir sappia te, che non vien' meno
A chi te ama con perfetta fede.
Ancora prego te, che di mercede
Se' chiara fonte, che mi lava il seno
Sì ch'i' non caggia fra mal'acque almeno
Dove è costretto andar chi non ti crede,
Deh, di tal grazia, ben ch'i' non sia degno,
Non mi far niego, o padre mio superno,
Per quell'umiltà ch'avesti 'n sul legno
Per salvar tutti al tenebroso inferno
Di carità spargendo il dolce segno,
Di sangue e acqua, già non curando scherno
Che ricevessi da chi poi ab eterno
È stato in bando per lo amaro poto
Il qual basti per tuo ciascun devoto.