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1515–1570

LA PRIAPEA DI M. NICOLÒ FRANCO.B.

Nicolò Franco

Tu, che da legger hai la maraviglia di questi versi miei senza vergogna, pon giù senz'altro (che così bisogna) la gravità che mostrano le ciglia.

Di Giove qui non abita la figlia, che ha le letture pubbliche in Bologna: e chi in Parnaso pur o vegghia o sogna, n'è ben lontano più di mille miglia.

Qui non d'istorie bei tapeti o razzi veder si ponno, né cantar divino, che fa gli Orlandi furiosi e pazzi. Non di damasco, né di panno fino

addobbati versetti, ma sol cazzi, che torrebben la foia all'Aretino.

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