rsquo;Amor che meco in queste ombre ti stavi”
adocchiando il bel viso di costei,
“ quel dì, che volentier fatta l'avrei”
quella cosa, se tu non mi guastavi,
perché se niente niente m'aiutavi,
io sapea rimediar ai fatti miei,
e aprirle ad uno ad uno i Culisei,
“ con le mie salde ed ingegnose chiavi.”
“ Ma ben veggio or, che quasi al popol tutto
favola son, per ciò vedendo omai
che del troppo rizzar vergogna è il frutto.”
Pur il meglio è sperare in tanti guai:
“ Forse non avrò sempre il viso asciutto,
ch'i mi pasco di lagrime, e tu 'l sai.”