rsquo;Che debbo far? che mi consigli amore?”
di primavera volano novelle.
Vaghi augelletti cantano a le stelle,
e cani e cagne sentono l'odore.
Le potte quasi scoppiano d'ardore,
né capir ponno i cazzi ne la pelle:
“ e per boschi allegre fere e snelle”
tutte vanno per fottere a rumore.
Ond'i' pover mi macero in sospiri,
per la memoria di quel dì cagnazzo,
“ che fu principio a sì lunghi martiri.”
E per vedermi privo di sollazzo,
do per questo orto mille passi e giri,
tanto ch'è forza ch'io mi meni il cazzo.