Aretin, tu t'inganni, e a la grossa,
che Gioan Pollastra sia di sdegno acceso
per quella lettra con che l'hai ripreso;
ch'egli non si ha perciò la faccia rossa.
Né però l'amicizia s'è mossa,
né comandargli ti saria conteso,
anzi oggi più che mai se n'è compreso,
ch'ei ti darebbe il cor, le carni, e l'ossa.
Vuoi tu vedere se t'ha grande amore,
e se t'adora, e s'egli sente ambascia
per quelle cose donde hai poco onore?
Perché gli duole che tu sii bardascia,
e che in Arezzo sia tanto rumore
d'averci per sorella una bagascia.