Siate pur certi, ch'i' mi mordo il dito
per voi poeti, tante me ne fate,
che in sacrificio gli asini mi date,
credendovi di farmi un bello invito.
E perché il duono sia tutto fornito,
di latte e di vin caldo mi spruzzate,
e con mele ammassato e co' schiacciate,
volete entrattenermi l'appeo.
Ite in mal'ora pecore bestiazze,
ite vi dico vivi ad annegare,
ch'al mondo non ne paiano più razze;
e se volete il cazzo mio onorare,
latte non mi rechiate, né focazze:
ma diatemi in mal'ora da chiavare.