Poich'i poeti vengono a squadrone
nel mio giardin, con tanta carestia
d'un oda, e d'una cencia d'elegia,
ne degnerien di darmene un boccone,
io prego Dio che vadano in saione
finché son vivi, e nudi in ogni via,
ed in far rime e versi ciascun sia
da manco di Prè Biagio e di Sperone.
Haggiano ed essi e i lor, di mano in mano,
il mal francioso come il Dragonzino,
e poi le gotte come il Bevazzano,
sieno più becchi che non è Crispino.
Al doppio più furfanti del Fogliano
e più bardascie di Pietro Aretino.