Poeti, or su poeti, a voi dico io,
a questo poco lauro ch'è rimasto,
vegniate, e laureatevi l'imbasto,
e so, che non avete altro disio.
Certo per compiacere a quel gran Dio,
che è di voi Sire sacro e padre casto,
vo' che ve ne saziate a tutto pasto,
né ce ne resti fronda a l'orto mio.
Voglio cotesta scusa farmi vana,
e tòrvi tante vostre occasioni
di non venir a farmi la pavana.
Perché voi sete così buon mastroni,
che nel far il bersaglio a la quintana
noi altri cazzi stiamo da coglioni.