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1515–1570

8

Nicolò Franco

Non vorrei, perch'i' sia sì liberazzo, alcun di voi mi pensi lapidare, perché ne gli orti miei si può ben fare, dove non è crianza da palazzo.

La potta io chiamo potta, il cazzo cazzo, e il culo culo, e questo è il vero andare, perché da furbo non si dee parlare, se con furbi non siamo, e per solazzo.

Anzi vi dico, che se mai mi tocca dove fra donne vassi ragionando, lascio al Boccaccio la sua filastocca, e senza cerimonie parlando,

a punto come viemmi in su la bocca, a voi, donne, da fottere dimando.

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