Non vorrei, perch'i' sia sì liberazzo,
alcun di voi mi pensi lapidare,
perché ne gli orti miei si può ben fare,
dove non è crianza da palazzo.
La potta io chiamo potta, il cazzo cazzo,
e il culo culo, e questo è il vero andare,
perché da furbo non si dee parlare,
se con furbi non siamo, e per solazzo.
Anzi vi dico, che se mai mi tocca
dove fra donne vassi ragionando,
lascio al Boccaccio la sua filastocca,
e senza cerimonie parlando,
a punto come viemmi in su la bocca,
a voi, donne, da fottere dimando.