Aretin, io vo' farti un'ambasciata,
che m'ha commessa il Vesco di Verona,
dic'egli che per questo ti perdona
l'ingiurie de la lingua tua sfacciata:
perché la sua vertute ingiuriata
esser non può da simile persona;
ché scriver non sa cosa onesta e buona
una man furfantesca e minuzzata.
Altro non dice l'ambasciata mia,
se non che, de le volte, più di mille
le man ti bascia la sua signoria.
E se no 'l credi, bestia da ville,
in fede de la vera ambasciaria,
eccoci il testimonio d'Achille.