Aretin, tu dirai sicuramente,
che de le carte, che ho di te notate
fai poco conto, e ch'elle in veritate
non ti torran d'onore appo la gente.
Cosa che accetto assai liberamente,
perché d'onore t'hai le man lavate,
s'avesti ne la tua nativitate
l'infamia e la vergogna in ascendente.
O ribaldazzo in utriusque sesso,
che più teco m'adiro? che m'accendo?
Va, per la gola appiccati in un cesso.
Chi non sa, che non io che ti riprendo,
ti posso tor d'onore, ma tu stesso,
e le ribalderie che vai facendo?