Tenga Cesare or su, tenga per buoni,
Aretino, i libretti che tu fai,
che da dovero meritato l'hai,
se hai posto la sua fama in tanti suoni.
Manditi dico i privilegi e' i duoni,
se le croniche sue scrivendo vai,
che certo gliene segue onor assai,
se co 'l caragio in bocca ne ragioni.
Ma può far Dio, che s'egli have assaggiate
le ministracce de le carte tue,
non l'abbi infin ad ora vomitate?
Né pur s'aveggia i il bufalazzo e il bue,
ch'a chi le gusterà, ne l'altra etate,
Sapran di cazzo le vittorie sue?