Marte, Dio de le lance e de le reste,
Pietro Aretino, tuo caval leggiere,
qui ti rinunzia l'arme e le bandiere,
e la corazza con la sopraveste.
Che le battaglie non gli stanno oneste,
non avendo più forza né potere,
per esser vecchio, e se tu 'l vuoi vedere,
ne reca in testimonio le creste.
Basta che, mentre giovane c'attese,
ebbe, per amor tuo, colpi infiniti,
che tutto pertugiato n'ha l'arnese.
Ma per saper s'è stato de gli arditi,
e s'ha fatto il Morgante ne l'imprese,
te ne mostra le mani, senza diti.