Priapo, il tuo dottissimo Aretino,
per far dispetto a un Prencipe sciaurato,
che l'ha ne' suoi bisogni abbandonato,
né gli dà più soccorso d'un quatrino,
questo straccion di saio cremesino
vuole, ch'a gli onor tuoi sia consacrato,
perché dinanzi standoti appiccato,
serva per spaventacchio del giardino.
E talché il duono sia ben manifesto,
e si sappia da tutti, e senza impacci,
il suo motto da scriverci sia questo:
Poi che volete ch'i' me ne procacci
per altra via, né da voi spero il reato,
i' ve n'incaco, Prencipi beccacci.