Leggiadra Dea, cagion di quel desire,
che le nostre alme a la più fredda bruma,
con focosi pensier, fervido alluma,
sì nel fuoco gentil soglion gioire,
Molto scema al tuo nume il mondo udire,
che non se' nata in ciel, né al rezzo, in piuma;
ma nel mare, e dal sangue e da la schiuma
del Coglion Aretin, stanno a ridire.
Che se pur vera è mai l'oppenione,
né dal dritto sentier forse lontana,
fia che indarno di te tal fame suone.
Non pur tra l'alme Dee lasciva e vana,
ma puoi madre chiamarti, e, con ragione,
figliuola ancor de la lascivia umana.