Triforme Dea, che per solingo e folto
bosco te n' vai con la verginea schiera,
e rubella d'amor nimica vera,
ogni maschio pensier dal petto hai sciolto,
Se 'l Cacciator d'Arezzo in Cervo hai volto,
non disconviensi che fra noi sia fera
chi del pudico amor la luce altiera
offende, con ardir maligno e stolto.
E che lo stormo fugga di quei cani
con ch'egli ha posto in fuga altri e 'n errore,
degna vendetta è de le sacre mani.
Talché con l'arme sue trafitto il core
porti, e con l'unghie sue squarciati i brani,
e pur del morder suo provi il dolore.