Del Nil consorti e barbari Memphiti,
voi che il Bue Aretin chini adorate,
dritta cagion d'ardore, e di pietate
vi risospinge al vostro nume uniti.
Egli è quell'animal tra gli infiniti,
ch'a la terra pon legge, ond'a noi date
son le speranze de le spighe amate,
doni a la nostra vita almi, graditi.
Né, perché 'l giogo ai duri affanni il prema,
per la vaghezza de le corna sue
esser mai dee la riverenzia scema.
Che Giove in cotal forma un giorno fue,
e l'alto suo celeste diadema
de l'insegna adornò del vostro Bue.