Dio, de gli altri maggior, che divorasti,
spinto da fame ingorda, e propri figli,
ed i campi del mar festi vermigli
con le feconde membra che tagliasti.
S'egli è pur ver, che 'n folle errore entrasti
(fama de gli amorosi tuoi bisbigli)
e per seguir d'amor gli alti consigli,
nel Cavallo Aretin ti trasformasti,
maraviglia non è, se in tanta salma
le tue speranze non fur tese in fallo,
e ti concesse amor felice palma,
perché non entra in liquido cristallo
né 'n fra fra noi, cui non raccenda l'alma
la vaga fama d'un sì bel Cavallo.