A te, Notte, sacramo, e al tuo riposo
la Nottola d'Arezzo, perché il giorno,
per rilucente sol quantunque adorno,
sia per lei cieco abisso e tenebroso.
Talché il nemico strido ed odioso
larve solo e fantasme aggia dintorno,
al suono ond'a perpetuo scorno
fra le lor ombre si rimanga ascoso.
E mentre il sonno ogni animale appaga,
sorde paian le selve, e le campagne
a quel suo strider rio di ch'ella è vaga;
sì che ove garre ad altrui danno e piagne,
sol de la morte sua resti presaga,
e sol l'essequie sue mesta accompagne.