Bacco, d'Arezzo il Becco, a te sacrato
da le memorie de' più antichi onori,
sì come ne' be' voti de' pastori,
ha l'altar tuo sovente insanguinato,
così voglion anch'oggi in questo amato
giorno, da lor disposto a' tuoi furori,
il bel tempio di Nysa, ove dimori,
sia da la morte sua tinto e macchiato.
E sì com'ei per tempo non ha legge
in roder la tua vite a comun danno,
né de la bocca il vizio coregge,
così, que pastor tutti che verranno,
voglian mai sempre scompagnarne il gregge,
e fare il sangue suo solenne, ogni anno.