Aretin, tutte l'Opere tue stupende
portano in fronte, come conosciute,
che mordi il vizio e mostri la vertute;
ma per Dio, l'uno e l'altro il vero offende.
Dar di morso non puoi ne l'altrui mende,
se le tue taci, a tanto e a tal venute,
che ne parlano ancor le lingue mute,
e il grido loro è ch'ogni orecchia intende.
Mostrar vertù non puoi, che tu non n'hai,
eccetto se, secondi i tempi nostri,
sarà vertute il buggerar che fai.
Dunque, il bel motto de' tuoi dotti inchiostri,
s'è fatto alla rovescia; dica omai,
che mordi la vertute e il vizio mostri.