La folta Quercia, ove solea far nido
il Corbo, ch'ad Alcippo, andando al cielo
garrì, d'Adria i pastor con fiero telo
troncaron tutti, e dissero in un grido:
Pera dal fondo l'arboscello infido,
del più sinistro augel nido, ombra e velo,
e le radici di sì fatto stelo
disperda la natura in ogni lido.
L'irato ciel e le crucciose stelle
non com' arbor di Giove, o come alloro
la privileggin ne le lor facelle.
Né mai nascan più ghiande, onde il ristoro
de' suo' frutti fiorisca, né per quelle
riveggia il mondo la stagion de l'oro.