D'Arezzo il Caprar ladro, un bel capretto
dianzi involato, ricercava scampo,
quando l'accorto Alcippo, in mezzo un campo,
gridò sospinto da cortese affetto:
Qui tutti, o cani miei, ch'i' qui v'aspetto:
a me fido Licisca, a me Melampo:
or s'appiatta, or si sloggia ov'i m'accampo,
or corre al chino, or poggia; è con sospetto:
il veggio, il seguo, il giungo, il prendo e stringo:
già lascia il furto e si rinselva al quadro
del bosco, e già se n' va vago e ramingo.
Fu d'Alcippo il gridar tanto leggiadro,
or qua correndo in tanto, or là solingo,
ch'Eco ancor ne risona: Al ladro! Al ladro!