Disse Alcippo, nel ciel correndo a volo:
A quell'infido Can che forse vede
non senza gioia il mio morire, e crede
che il suo latrar mi meni a tanto duolo,
perché 'l mio bosco lacrimoso e solo
lasci i' partendo, facci per me fede
la voglia di colui che regna e siede
alto motor del sempiterno stuolo.
Colui gli dica, se 'l celeste ciglio
con lieto cenno infin di là mi chiama,
per sollevarmi del montano essiglio.
E dove a lui (se di salirvi brama)
disdetto fia, la 've il divin consiglio
non dona albergo ad oscurata fama.