Alcippo, pastor sacro, anzi che 'l fosco
giorno del partir suo giungesse a sera,
e sormontasse a la celeste sfera,
disse cantando in suon leggiadro e tosco:
Caprar d'Arezzo, di cui non conosco
fra queste selve più malvagia fera,
sì ne rassembra la tua forma vera
un vero infido cittadin di bosco,
se pur nel canto pareggiar tu vuoi
il corbo tuo, con che le fere alletti,
al mio bel Cigno ed a gli accenti suoi,
fa che il Dio Pan per questi erbosi letti
t'insegni altra arte che di pascer buoi,
di guardar vacche, e d'allattar capretti.