Dicea d'Arezzo il Pescator Divino,
A te, Ninfa Perina, oggi pescando,
vommene in questo golfo, ed affondando
quanto posso la canna co l'uncino,
i frutti che mi dài del tuo giardino
conoscer voglio, e girli compensando
con tutto quel che si potrà, pigliando
cefalo alcuno o grosso o piccinino.
Né lascierò d'oprare in ogni lato
le reti, e tutti gli ami, e tutte l'esche
dov'io più pesco, e dove ho più pescato.
Che se tu doni a me de le tue pesche,
giusta cosa è, perch'io non paia ingrato,
ch'io doni a te de le mi' anguille fresche.