Skip to content
1515–1570

243

Nicolò Franco

Postasi al cazzo d'alga una ghirlanda, dicea d'Arezzo il Pescator Divino, (e per far reverenza al Dio marino il cul tenea scoverto d'ogni banda):

Vittima ti farò dolce, e vivanda, Barba Nettun, d'un bianco vitellino, pur che con la mia nassa e con l'uncino oggi pescando, il fatigar non spanda.

Così dicendo, quasi il Divo fosse presago del suo bene, lungo un rio del solito pescar le chiappe mosse. E le reti allargando con desio,

prese ben trenta anguille, e lunghe e grosse, e tutte fatte come il cazzo mio.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
243 · Nicolò Franco · Poetry Cove