L'Aretin Pecoraro in ginocchioni
dicea, perduta la sua pastorella:
A te, Silvano, piena una scodella
darò di buon casciati maccheroni.
A te, Pale, due paia di caponi;
a te, Fauno, il soffritto d'un'agnella,
e di castagne piena un'intimella
parte in lesse farò, parte in maroni.
A te, Flora, una pecora in brodetto,
a te, Diana, un cervo in gelatina,
a te, Priapo, un asino in guazzetto.
A te, Pan, tre fiscelle di puina.
E a te, Bacco, un becco e un capretto,
se mai mi torna a casa la Perina.