Dice il Pastor d'Arezzo mentre suda
per voler la Perina seguitare:
Deh Ninfa vacca, che possi crepare
c'hai la potta più larga ch'una buda.
Poi torna a dire: Ninfa bella e cruda,
lasciami il caro viso riguardare,
e se le spalle mi vuoi pur voltare,
fa che al manco le vegga a carne nuda.
Non mi far altro che una bocca a riso,
e poi mi cava il core e la corata,
che me ne vo ballando in Paradiso.
Fermati quattro passi, e siati data
la vesta e la collana, che sia ucciso
quel becco ladro che me l'ha donata.