Dietro al cul di due vacche, tutto un giorno
il vaccaro Aretin, con mille guai,
or giù correndo, or su, già stanco omai,
disse di sdegno acceso, e pien di scorno:
Vacche, a Dio tutte, ch'a i capretti i' torno,
e me ne rende meglio conto assai;
questo e peggio ci vuol, poi che cercai
di provar'altro pane che d'un forno.
Io nacqui e vissi e vo' morir capraro,
voi vacche, co 'l mal'an che Dio vi dia,
troviate chi voglia esser vaccaro.
Io per me, mai non c'hebbi fantasia,
E aver a far con vacche, veggio chiaro,
che non è arte per la casa mia.