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1515–1570

237

Nicolò Franco

Era comparsa Monna Aurora, e in quello le rosseggiava il viso di belletto, e ser Titon, che l'aspettava in letto, tutto si scompisciava il vecchiarello,

quando, disteso a piè d'un fiumicello, l'asinaro Aretin, tanto diletto ebbe nel rimirarla, che, costretto, prese a menarsi il cazzo per martello.

E le dicea: O mio visotto adorno, o buona robba più che la Perina, o s'io t'avessi a potta in dietro un giorno! Sparve l'Aurora, ond'egli, che vicina

avea la stalla, corse per lo scorno a fare il resto con la Caterina.

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237 · Nicolò Franco · Poetry Cove