Dotto più ch'altro a fare la pavana
il Caprar Aretin, sopr'una oliva,
così pur dianzi biscantar s'udiva,
coronato d'endivia, e di borrana,
Dio, Becco e uom, dal cazzo in giù di lana,
e da le chiappe in su robba cattiva,
a te sacro, a te porgo questa piva,
simile ad un sonaglio di campana.
Tutte è fatta a compasso e dentro e fuori,
tal che di darla ad altri me ne pento,
se ben tu sei l'Orlando de' pastori.
Per ciò che de le volte più di cento,
per sventarmi i poetici furori,
m'ha scusato calzetta d'argomento.