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1515–1570

232

Nicolò Franco

A te Pan, a voi Dei tutti altri in frotta, ch'a vostr'agio ne' boschi vi sbragate, e a l'ombra de' faggi vi menate i cazzi ognior, per carestia di potta,

cinque di cascio e cinque di ricotta fiscelle, per mia man tutte ingiuncate, consacro in questo altar, per che veggiate com'io fotter mi facci e come io fotta.

Così cantava il Gran d'Arezzo, e in tanto chi su, chi giù correan gli storioni, e 'l suo canal moveasi tutto quanto, senza le barche piene di melloni,

che parea che corresseno a quel canto, e le zattere carche di carboni.

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232 · Nicolò Franco · Poetry Cove