Il gran Capro Aretin, per veder quale
è de la fronte sua la leggiadria,
a specchiarsi in un rio spesso s'invia,
e tra sé dice, nel vederla tale:
Aventurose Corna, ch'immortale
onor tessete a la ghirlanda mia,
d'edera qual vaghezza si poria
a la vostra trovar ne' pregi eguale?
Ben sperar posso, che (sì come è Dio,
e de' pastor'ha Pan l'imperio e regna)
debba per voi gradire il gregge mio.
Perché e' se 'l vede, s'altamente degna
stimo d'onore, e se cantar desio,
ove altri schifa, la sua bella insegna.