O se queste tue corna, e questa pelle
fossin mai d'oro (disse a un suo montone
il Pecorar d'Arezzo) in che stagione
non foran ricche le mie mandre e belle?
Bensì vedrebbe per amiche stelle,
in ver la bassa mia rozza magione,
l'armi drizzar la Nave di Jasone,
sì com'avenne a quel di Phrisso e d'Helle.
Ma se gelato in me rimansi e spento
il desio, che ne l'anima soggiorna,
né fia mai che le agguagli oro od argento,
Assai di gloria è la mia mandra adorna,
se non è 'n bosco guardian d'armento
c' haggia, qual'io, le più superbe corna.