Skip to content
1515–1570

228

Nicolò Franco

De' miei montoni frutto, d'anno in anno, (il Caprar Aretin così giurava sopr'un novello altar che gli sacrava) a te Pan darò tutti, e senz'inganno.

Pur che il tuo fido nume d'ogni danno gli tenga esenti, e scorga da la prava vista, che l'altrui bene aduggie e aggrava, sì che il lor gregge non ne senta affanno.

E ne le giostre più spediti e snelli corrano, mentre fia ch'io gli procacci lieta pastura in questi prati e in quelli. Onde per l'erbe tutti ascosi lacci

rompan saltando, né per gli arboscelli ramo fiorisca, che lor corna impacci.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
228 · Nicolò Franco · Poetry Cove