Le poppe d'una amata vaccherella
giamai non preme l'Aretin vaccaro,
che per lei, verso il cielo, ov'è più chiaro,
così non preghi ogni benigna stella.
Guardami, o Giove, la mia vacca bella,
e se l'armento mai dolente e amaro
dee per morte restarne, il Fato avaro
nanzi tempo me spenga, o me con ella.
Altra speme non ho, di cui più rida
nel viver che m'avanza, e ch'apparecchio
a la canuta età, stanca e malfida.
E già de gli occhi miei fidato specchio,
sì come io pasco lei, così m'affida,
che non men'ella pascerà me vecchio.