Del suo stato felice e fuor di doglia,
il Caprar Aretin cotanto vago
divien talora, sì è contento e pago,
che a dir spesso cantando il dì s'invoglia.
Corra pur altri con ardente voglia
là dove in letto d'or si posa il Tago,
e con Apollo farsi altrui presago
cerchi, nel pregio de la verde foglia.
Altri, ov'ha per amor l'anima trista,
pianti versando, i dì dogliosi e rei
co 'l dolce appaghi de l'amata vista.
Me sol la cura de' capretti miei
ingombri ognior, se gloria e onor m'acquista
appo cornuti boscarecci Dei.