D'Arezzo il gran Caprar, di corno in corno
mentre annovera il gregge ch'ama e prezza,
e de l'ovile suo l'alta ricchezza
accrescer vede pur di giorno in giorno:
Questo, dic' egli, è quel che sempre intorno
a le mie mandre gli altrui cani avezza;
quinci a l'invidia vien l'ira e l'asprezza,
onde la morte mia brama e lo scorno.
Invida peste, oltraggio di natura,
ch'e miei capretti vai guardando, ond'esce
del tuo morir la viva sepoltura,
perché gir dietro al gregge tuo t'incresce?
come del pascer suo non hai più cura,
se questo è quel che le mie mandre accresce?