Ne l'onde di Meandro, i relucenti
occhi ad Amore, e l'ali al ciel distese,
con voci dal disio di morte accese,
cantava un Cigno, al mormorar de' venti.
Eran mille d'intorno auguri attenti
ad ascoltar, e le querele intese,
scrisser le note poi, così comprese
dal dolce suon de' graziosi accenti.
Avezza al tuo garrir, nera Cornice,
per erme piaggie, in secchi orridi rami
resta, co 'l fato ch' ogni ben disdice.
Perché 'l volo immortal convien ch'i'brami,
ed a la beata in cielo alta pendice,
in lieta morte, il mio cantar mi chiami.