Fra gli arboscei, ch'eterna loggia fanno
al bel Sebeto, queste rime ornate
che Cinisco cantò, così notate
in una verde scorza oggi si stanno.
Gargara quante spighe aduna ogni anno
per la ghirlanda de la bionda State,
Methynna pur quante uve ha mai calcate,
che de' pampini lor spogliate vanno,
Amfitrite quant'onde accoglie in mezzo
del grembo suo, e quanti augei svernare
per mezzo i boschi Primavera intende;
quante lampe a la notte il cielo accende,
impari pria, chi cerca annoverare
tutte l'infamie del Caprar d'Arezzo.