Provocato a cantar Cinisco un giorno:
Taci Biffolco, disse, e pon la Lira,
ch'Apollo con ragion teco s'adira
ed arma l'arco a tuo perpetuo scorno.
Vattene pur, Capraro, e fa ritorno
a le tue mandre antiche, e quivi l'ira
sfoga cantando, e per quell'ombre gira
il gregge, che confansi al tuo soggiorno.
Ma se noiose queste voci e schive
fusser a l'Arno, e pur così lontane,
forse l'udisse al suon de l'acque vive,
perché non tenga le mie voglie insane,
digli così: ch'a le sue sacre rive
altro è i Cigni cantare, altro le Rane.